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Foto e Video Film DCDM e DCP

Scritto 28 Ottobre 2020 | by Giuseppe

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Dalla pellicola al digitale

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La pellicola, inventata nel 1885, non entra più nelle sale cinematografiche, al suo posto un Hard Disk. Una rivoluzione importante per la storia del cinema avvenuta circa 6 anni fa.
Fino a qualche anno fa esistevano ancora molte sale che disponevano di un proiettore 35mm e contemporaneamente di uno digitale, ma ormai il passaggio è diventato definitivo.

Per legge i vecchi proiettori delle sale cinematografiche sono stati sostituiti da quelli digitali che al posto delle bobine di pellicola utilizzano degli hard disk contenenti il film in formato digitale il quale viene decodificato in immagini e suoni al momento della proiezione.

I laboratori che realizzano le copie dei film sono passati da essere laboratori chimici a informatici, elaborando ormai tutto attraverso un computer. Questi producono i due formati di distribuzione cinematografica che sono il DCDM (Digital Cinema Distribution Master) e da quest’ultimo viene prodotto il formato DCP (Digital Cinema Package) consegnato poi alle sale cinematografiche.

Le specifiche standard di questi due formati sono definite dal DCI (Digital Cinema Initiative), un’organizzazione costituita dai sette studi cinematografici USA più importanti: The Walt Disney Company, Sony Pictures Entertainment, Metro Goldwyn Mayer, Paramount Pictures, Twentieth Century Fox, Universal Studios e Warner Bros. Pictures.

Con la proiezione in digitale siamo passati dallo scorrimento della pellicola sul proiettore, che veniva attraversata dalla luce, ad un flusso di dati che contengono l’immagine e il suono, perdendo un pò il fascino del rumoroso proiettore 35mm. Si è trattato di un cambiamento di natura tecnologica ed economica che grazie all’avanzamento tecnologico la definizione digitale ha raggiunto quella della pellicola grazie a risoluzione come il 4k e l’ 8k anche se in molte sale italiane i proiettori digitali sono nella grande maggioranza in 2k.

La pellicola comunque non è morta, rimane ancora oggi un supporto valido e in grado di restituire colori e atmosfere non riproducibili dal digitale, viene però utilizzata solo per la fase di ripresa video, mentre tutto il processo successivo di post-produzione viene ormai eseguito esclusivamente al computer in maniera digitale.

Inoltre bisogna anche ricordare che per produrre un film in formato digitale il costo è molto ridotto rispetto ad una produzione con l’impiego di una macchina da presa a pellicola, oltre che velocizzare e snellire il trasporto delle bobine migliora anche la capienza dei magazzini.



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Operatore video e appassionato di fotografia, ha studiato informatica ed elettronica. Combinando tutti questi elementi verrà fuori un bell'accrocco.


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